 Rivive ogni anno a Montefalco. la "Corsa dei Bovi", rievocazione
incruenta di un giuoco popolare di cui parlano diffusamente le
cronache antiche della città. "...tiratu da cento vraccia, strittu
da 'na corda...", prigioniero, il Bove saliva, nei giorni di Natale,
le vie cittadine.
Ad
attendere il passaggio per soppesarne la combattività e la
resistenza, una folla tumultuosa e vociante.
Protetti da robuste cancellate in quercia, i più animosi
pregustavano già le violenti emozioni della lotta contro la bestia
poderosa che, di li a poco, sarebbe caduta stremata e sopraffatta.
Abbeverato di vino e pepe, schiumante, furente, il bove scaricava la
sua rabbia contro gli uomini che agitando stracci scarlatti e
pupazzi di pezza lo incitavano beffardi, contro le botti di legno in
cui cercavano scampo dalla furia.
Finché la bestia, stremata dal giuoco crudele, non cedeva alle mute
dei cani ringhiosi cui veniva lasciata per il "colpo di grazia".
Il giorno di Natale, le sue carni, allietavano tutte le tavole e non
c'era famiglia,
benché povera, che non ne consumasse almeno una libbra.
L'"Ente Fuga del Bove", i priori di S. Agostino, S. Bartolomeo, S.
Fortunato e S. Francesco stabilirono trent'anni or sono di
reintegrare questo antico gioco tra le manifestazioni dell'Agosto
Montefalchese, riconducendolo a dimensioni di assoluto rispetto per
l'animale.
Oggi, i tori di ciascun Quartiere, debitamente allenati nel corso
dell'anno e seguiti costantemente da esperti veterinari, divengono
veri protagonisti di una gara di velocità su percorso accidentato,
che, unica nel suo genere, consacra ogni anno un nuovo "campione" e
non manca mai di entusiasmare il pubblico che numerosissimo, affolla
il "Campo de li Giochi".
Figure
ormai emblematiche di ciascun Quartiere, noti per la perizia oltre i
confini del Territorio, gli Sbandieratori ed i Tamburini di
Montefalco, scendono in campo per la conquista del "Falco D'Oro".
Uno spettacolo entusiasmante, un rutilare di bandiere, colori,
figure, ritmi... Insomma un indimenticabile "ritorno" nel passato,
un'atmosfera magica nella splendida Piazza Rinascimentale.

Insieme ai Tamburini e agli Sbandieratori per l'assegnazione del
"Falco D'Oro", conteggiano a punti anche il Tiro con la Balestra e
la Staffetta tra Quartieri.
Solenne la gara della Balestra: eleganti nei loro sobri costumi,
tesi al bersaglio, avvolti dal silenzio della folla, i balestrieri
si scolpiscono sulla facciata del vetusto palazzo Comunale pavesato
di arazzi e vessilli. richiamando la memoria di favolose gesta e
nobili tenzoni.
Antagonismo, rivalità, clima di fuoco per la gara della Staffetta,
in cui le "Batterie" di ciascun colore, misurano fino allo stremo la
propria generosità, per consegnare alla propria bandiera la
vittoria.
Gara "rovente" in cui bruciano gli animi dei Quartieranti, rivivendo
le passioni ed i bollenti umori. |